Jó éjszakát
Marzo 30th, 2008A fast post.
A fast post.
Cambiare stile,
falciando teste,
cambiare amore,
cambiare veste,
tradire tutti,
per non star solo,
qualsiasi cosa,
se piacerà.
Da È solo febbre, Afterhours.
Sul mio blog di MySpace, È solo febbre (Afterhours).
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Aspettando pasqua: è meno spettacolare di natale. Com’è il sabato? Non penso sia uno dei migliori, ma neanche uno dei peggiori. Sto rimasticando i ricordi della cena di giovedì sera con i compagni delle scuole medie, quelli presenti in ristorante, e penso allo stupore provato: io, alcuni di loro, erano 10 anni che non li rivedevo. Eppure sono così pochi i chilometri tra me e il paesello! Mah, questione di scelte.
Vorrei postare le foto su Flickr, le foto di un’ebbra cena prolungata fino a tardi. Devo chiedere il permesso a tutti quelli ritratti e, poi, quante foto sul serio sono da mio spazio Flickr? Poche: sono due o tre le foto decenti, non mosse, esposte alla meglio. «Tanto non se ne accorgono», ha detto Gloria, scultrice; lo so, ma quelli di Flickr lo vedono. Allora penso a quello che mi disse Red una volta a proposito delle foto: «Sono ricordi.» Sotto questo punto di vista i miei scatti andrebbero messi tutti, compresi i bicchieri a metà, i pacchetti di sigarette vuoti, i mossi e gli occhi chiusi.
Ho acquistato l’account Pro per un anno in Flickr: avevo raggiunto il limite di foto visualizzabili, duecento, e no, mi dispiace, non voglio trovarmi a dover decidere cosa cancellare a dover rimuovere scatti ai quali sono affezionato. «Perché posti le tue foto su Flickr?», che difficile domanda: potrei inventarmi mille motivi (o scuse); te ne dono una, posto le foto su Flickr per mostrarle anche a te.
Buona pasqua. 10 minuti: ho scritto questo post e non ho litigato con nessuno.
La penultima foto, questa, prima di arrivare al limite delle 200 foto per l’account non-pro. Volevo dedicare questa foto alla mia compattina e invece mi sa la consegnerò alla mia apparente disperazione. L’attuale cambio Euro-Dollaro mi suggerisce: «Perché non passi a pro?» Attendo vostri consigli su questo dilemma: intanto le foto vecchie diventano invisibili; poco danno!
Gli disse amor se mi vuoi bene
tagliati dei polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò,
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.
Da La ballata dell’amore cieco, De Andrè.
Fotografo un suicidio a pennarello questa domenica mattina prima di concentrarmi sulle logiche che reggono ogni organizzazione, sulle collaborazioni e sui contrasti tra individui, sulla coesione con macchine, sulle interazioni umane.
«Per amore non si muore.», hai detto, tu, amico mio, guardando allo specchio la metà di viso illuminata dall’inverno che penetrava la tendina.
Lo sai bene: per amore non si muore e quanto sembriamo sciocchi quando ci innamoriamo, ma soprattutto poi.
Sai? Amico mio? Penso che non si è amato abbastanza se poi, ad amore finito, ci facciamo del male: è come avere tra le mani una bella foto e volerla strappare, è come aver voluto dare qualcosa che non si possedeva, l’amore.
Ritorno dopo molto tempo - intanto premedito di rifarmi il blog - a parlare di questioni tecniche sulle mie pagine. Questa volta tratto la connessione wireless che il CeSMI (Centro Servizi Multimediali ed Informatici) di Ancona offre agli studenti iscritti all’Università Politecnica delle Marche.
Il passaggio che sta soppiantando l’uso del protocollo LEAP per l’autenticazione nella rete wireless a favore del protocollo PEAP ha reso possibile l’accesso anche ai possessori del sistema operativo GNU/Linux. Si è inoltre snellito il processo per essere on air con l’adozione delle credenziali per l’accesso al portale dell’università come credenziali per connettersi alla rete del CeSMI.
Di seguito descrivo in pochi passi come essere on-line con GNU/Linux nella rete del polo d’ingegneria. La distribuzione di riferimento è Debian GNU/Linux e wpa_supplicant (e il suo frontend grafico wpa_gui) è il software adoperato per l’autenticazione.
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come si può vivere aspettando un’illusione che forse alla fine o non arriva o semplicemente poi finirà col deluderci… e perdersi poi momenti importanti e meravigliosi con persone altrettanto meravigliose e importanti che forse ci riservano più sorprese di quante noi immaginiamo
Paola Boni, Scrittrice Sommersa.
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Tu. Sembra il suono del telefono quando riattacchi di corsa e d’improvviso quella melodia triste diventa lunga a intervalli interminabili e sale dal filo verso la cornetta; passando per la testa entra in me.
Ma sei Tu, la voce che poco prima stillava gioia nel mio calice a tratti piangente. Sei il miele nutriente che nasce dai fiori bagnati di rugiada quando il sole si sveglia, sei ape regina, sei dama e danzi. Un minuto una sera ti penso e un attimo dopo nel sonno sei sogno: sei vera.
Tu. La pelle chiara d’accarezzare, i tuoi fianchi, il profumo delle labbra che non c’è… Quel poco che ti manca per venirmi accanto, per stare con me, per scaldarmi il cuore e chiedermi un sogno è appena più lungo del filo del telefono ora steso sul cuscino a occupare lo spazio forse tuo.
Tu. Lo senti suonare? Tu, tu, tu…
In un sabato sera in cui le alternative sono poche - tra scrivere la domanda d’ammissione per un concorso per neonate attività imprenditoriali, uscire solo per farsi tagliare le vene dal freddo, cantare su una musica lenta - hummyhummy, guarda su!
Sono appena passato su Flickr e, nella pagina dedicata alla mia compattina Nikon ci sono 2 mie foto tra quelle d’esempio. Guarda su.
Scrittori Sommersi a pranzo. La nave sul nostro mare approda anche sulle tovagliette di carta della mensa di Soppiatto.it; vedi qui il pdf.