Dual head

Bene, me at homeworking.

No, non sono un bel tipo da foto. L’idea della foto è nata per il blog di mio fratello: in seguito ci siamo accordati per fare due foto anche se la sua postazione di lavoro è migliore della mia e la foto… la foto sua l’ho fatta io e quindi è migliore e la mia foto è brutta perché l’ha scattata lui e… sì, è proprio ora di prendermi una pausa!

Dual head mine

Il post dell’altro blog: Dual head.

5 Responses to “Dual head”

  1. cerfox Says:

    dai non ti lamentare sempre, la foto non è venuta malissimo…accettabile
    poi non bisogna dimenticare che è stata scattata mentre lavori con il tuo migliore amico, il pc, oggetto per me tanto utile quanto incomprensibile…
    se non mi sbaglio, la foto non è molto nitida, la maglietta è molto carina…chi raffigura?

  2. hummyhummy Says:

    Dual head: è un titolo antipatico, non ci ho creduto molto, ma è stato il primo a saltarmi in testa e poi… Poi l’alternativa per seguire entrambi i monitor allo stesso tempo è avere due teste (magari una di riserva che non s’imputtanisca), ma solo in psichedeliche canzoni dei Jefferson Airplane si possono sperimentare queste sensazioni e nella mia affollata prigione cerebrale concedo l’attenzione a una cosa per volta.

    Ritornano alla foto ho esagerato con la saturazione: bisognava forse aumentare la luminosità, schiarire insomma; avevo fretta, ecco il guaio. Bè, comunque ci ho messo il meglio di me a censurare qualche scatto che ritraeva i capelli cadenti, proprio nell’attimo in cui cadevano! «Leonardo, che caz*o fai?», ho detto in un lampo a mio fratello poco prima del flash mentre provava a scattarmi una foto dall’angolazione sbagliata. Lasciamo stare.

    Per quanto riguarda il resto, quello sono io nel comodo abbigliamento casalingo: pantaloni del pigiama verde e t-shirt. Sono vestito sempre così, in tutte e quattro le stagioni: d’inverno magari ho freddo ma mi stringo forte con le braccia piuttosto che mettermi una maglia sopra. Ci tengo allo stile e poi fuori può anche fare -5 gradi, tanto dentro ascolto i Mano Negra ad alto volume per svecchiare i condomini e per far a gara con Ufo Robot dal piano di sopra. Eccitazioni spontanee della vita quotidiana.

    Bene: mi illustro.

    I pantaloni verdi sono stravecchi (le t-shirt pure, ma ne parlerò più giù) e proprio la settimana scorsa zia, passando per di qua, mi ha fatto notare che forse andrebberò cambiati; ma a me piacciono e quel verde - che in foto non si distingue - va bene con tutto. Poi quelli sono stati i pantaloni di tante esperienze, della notte passata al pronto soccorso, quella sera che dovrei raccontare sul blog in cui medici e paramedici hanno sospettato una rissa col termosifone prima e una mia sospetta lieve tossicodipendenza poi. Mi sono sempre chiesto perché quella sera in camera mia gli infermieri erano troppi e molti stavano a guardare le pareti e gli scaffali, mi chiedo perché non ho fatto la scenata dell’ipocondriaco quale sono. Ma basta qui con i miei pantaloni verdi del pigiama: veramente sexy!

    Per la t-shirt, quella della foto, la storia è altrettanto lunga ma non intensa: ho acquistato quella maglietta in Finlandia, ma la taglia è troppo grande per portarla nel mondo “normale”, invece a casa va benissimo permettendomi di renderla l’unico indumento da indossare da nudo (anche se preferisco mettere i pantaloni del pigiama perché, sapete?, quel verde va bene con tutto). Il disegno sul fronte della maglia non si vede in foto, ma rappresenta alcune illustrazioni trovate sui tamburi del popolo lappone non so in quale periodo: ci sono omini stilizzati, canoe, scene di caccia alla renna. Chissà come lo ammazzi il tempo nella lunga notte lappone? Sarà che io ci sono andato quando era sempre giorno, da tre mesi girava l’Euro e già lì avevano tolto le monete da pochi cent: ma chissà come le fanno le scommesse? Ma sto andando troppo oltre con questo frustrante racconto: in quel tempo ancora conoscevo poco del mio futuro (maledetto?).

    Che altro c’è in foto? Il post-it, il pc primo, il pc secondo… Siete andati a vedere la foto sul blog di mio fratello: non ditemi che non è migliore! Ma lui è geek: se lo può permettere. Il primo computer sta andando a puttane e, tra me e lui, a lui costa meno. Il secondo se la cava ancora e se la caverà fin quando non avrò i soldi per sostituirlo. In compenso, nella foto di mio fratello, entrambi i computer se la cavano egregiamente. Tutto qua.

    Ho scritto tantissimo: meglio finirla qui. Ora vado a farmi un giro in bicicletta ascoltando Riccardo Sinigallia (!); stasera posto. p.s Prima a “lavoro” ho visto che devo rispondervi e un po’ l’ho fatto con questo commento.

  3. cerfox Says:

    Si ho visto la foto nell’altro blog…devo darti ragione in quanto a nitidezza ma in quanto a spirito artistico…veramente scadente…mi aspettavo forse un sorriso plastico…ho una posa da calendario…
    scherzi a parte…che culo sei stato in finlandia! è una delle mie mete più ambite…ma dimmi ne è valsa la pena?

  4. hummyhummy Says:

    Please, please, please, non parliamo male della foto da me scattata per il mio vicino di stanza (AKA mio fratello) perché è venuta bene e testimonia l’essenza geek che sniffa per casa. Sul primo monitor c’è NetBSD e sul secondo Debian fresca fresca d’installazione e per quanto possa fregarvene niente… lasciamo perdere.

    Proprio ora ho visto la pubblicità delle vitamine, quella della compagnia telefonica in cui si incita alla gara per la telefonata più lunga: sapete quella sensazione col cervello scaldato e i discorsi sempre uguali perché non sai più cosa dire? Come caz*o si fa ad incitare la gente a fare il record della telefonata più lunga? Ma se a me non piace la pubblicità vuol dire che non faccio parte del target: ca-pi-ta.

    Amen: commento andato fuori tema.

  5. hummyhummy Says:

    Non ho risposto alla Finlandia: lo farò domani (o dopodomani). Notte.

Leave a Reply