Archive for the ‘art’ Category

Flickr meeting (first)

Sabato, Aprile 26th, 2008

Corridoio Q.150 Martedì 29 aprile, facoltà d’Ingegneria Polo Montedago, primo Flickr meeting del gruppo Università Politecnica delle Marche. Ecco, la passione per la fotografia ora la possiedo! Queste sono le prove. Martedì sarà il primo meeting e, considerato il luogo, gli altri partecipanti mi aiuteranno a sembrare meno pazzo di quando durante la pausa sigaretta illustro al Red quanto starebbe bene un nudo sull’erbetta delle aiuole di quota 160 — erba che ora hanno tagliato — mentre faccio una foto. Non tremate, non tremate: la foto può venire mossa.

A presto le foto, sperando una buona giornata…

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Il viaggio

Venerdì, Febbraio 8th, 2008

In una ridente giornata di soleIn una ridente giornata di sole. Il mio primo viaggio in mongolfiera fu un disastro.

Sto premeditando il viaggio, il mio primo in mongolfiera e il vento che soffia fuori sa rivoltarti i cappelli che un pallone gonfiato morirebbe a un solo suo sospiro, penso. La luce curva come un’ombra sulla mia schiena osserva i progetti fatti a matita e cancellati, ripassati a penna per essere indelebili; io piegato sui fogli a righe disegno altre scie perpendicolari ad esse e segno binari, poi provo conti, poi di nuovo fino a cadere esausto con previsioni metereologiche, orari impossibili, pronostici da oroscopo. Il viaggio è quasi un volo, il mio primo in mongolfiera, ve l’ho detto.

Metto da parte ogni timore: misuro la dimensione del pallone, quasi riesco a immaginarlo, ma forse è un sogno. L’aria soffia freddo e in quel cesto in su avrò gelo, solo lui. Ecco, allora, che mi appoggio alla scrivania, chiudo gli occhi e mi addormento: esco dal sogno, sono di nuovo qua. Un delirio, prima di andare a dormire.

Dove sei tu a scaldarmi il sonno, a tenermi su le coperte a prenderti cura delle mie paure a darmi coraggio? Dove sei tu che stasera voglio donarti quel poco di me che sogna e vuol sognare? Dove sei tu per avere in dono questa piccola porzione di bene che mantengo dolce e calda per te?

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Molto buffo

Martedì, Gennaio 15th, 2008

Del colore del mio cuoreArte molto buffa è il nome di un gruppo che gioca con le parole e sembra raccontarsi come un diario nei testi delle canzoni. Quasi più nessuno si stupisce delle cose belle, coprendosi gli occhi per non vederle, appunto non rimane meravigliato perché cieco. Arte molto buffa prova a raccontarlo con suoni morbidi di chitarra risvegliando prima l’udito, poi ridando luce, infine la fantasia… Niente stona quando c’è la bellezza, romantici scarabocchi di bambini che, per amore, disegnerebbero un cuore e lo colorerebbero oltre i bordi di rosso, così semplice, senza pianti, né pudori, senza bugie. Arte molto buffa canta la semplicità.

Sono uscito a fare la spesa cercando di ricordare le loro canzoni e invece mi sono venuti in mente mille motivetti simili ai loro e ho provato a inventare parole mie con un sottofondo musicale tutto mio, vibrazioni di chitarra che fanno il solletico. Scrivere in versi richiede molta attenzione e una buona conoscenza dei ritmi delle parole, un lavoro lungo insomma. Poche, le mie parole, ancora poche per una canzone molto buffa!

Ricordi quella volta,
quando ti abbracciavo forte.
Il tuo cuore contro il mio stringevi…

A me me me piace ‘o blues. Oggi non vi voglio musicisti di blues, ma voglio note semplici e cerco parole, gioco parole, tutto… parole.

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L’amore di Woody Allen

Sabato, Dicembre 8th, 2007

L’amore è una cosa semplice, insegna Woody Allen nelle sue commedie allegre dipinte dai giochi di coppie, scherzosi condimenti troppo vivi per rimanere cinematografici e non uscirne fuori a risvegliare la realtà.

È come se la finzione del film mettesse a nudo la complessità umana e denunciasse mille castelli di sabbia costruiti intorno ad un sentimento che è quanto di più naturale e meraviglioso possa accadere nella propria breve esistenza. Di colpo la realtà, quella nostra razionale di leggi fisiche, quella studiata sui libri, vista coi nostri occhi, diventa una cattiva maestra: l’amore vero è quello di Woody Allen. Non si ama se ci si sforza a farlo e non si è amati per qualche strategia o fortuna: è tutto più immediato, è una lampadina accesa o no.

Poi cadono pure le storielle, le poesie, i romanzi e tutto il resto se si pensa che il sentimento dell’amore dev’essere eterno: poeti e scrittori hanno la presunzione di voler immortali le proprie opere e non per forza lo dev’essere l’attimo di un bacio o persino una carezza, granelli, loro, di amore.

L’amore è una cosa semplice. Notte.

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Medito

Martedì, Novembre 6th, 2007

Curvo e un poco distratto sfoglia le pagine sporche del moleskine, scorre le pieghe che trova, intersecate con le righe oblique della scrittura incerta, le macchie d’inchiostro seguono lo stato d’umore: nessuno l’ha mai sentito. È come se i suoi pensieri si fossero trasferiti sulla carta e, nell’avanzare e indietreggiare, impreciso, stesse formulando un ragionamento, un modo d’agire, un piano di fuga, un’emozione, sì, una sensazione infinita che potesse nascere dalla parola scritta.

Apre, chiude. Ogni gesto è frutto dell’istinto e la logica, fatta a pezzi, danza in un vortice incomprensibile per lui. Poi l’intuizione: rallentare. Ecco ora che si decide: prima di rimettere l’elastico e appoggiare via il bloc-notes, arriva alla copertina posteriore, al suo interno c’è una tasca, la apre, ne estrae un foglio di carta spessa, lo spiega, lo ammira.

C’è un disegno di lei seduta sul letto a gambe incrociate: nonostante i toni grigi del tratto a matita si distinguono i colori - lui sa quali - del pigiama rosa, del libro che tiene all’altezza del ginocchio, di lato, con la copertina blu, del suo sorriso, timida culla di sogni incantati. È attenta e mira lo sguardo verso le mani chiuse a nascondere un tesoro. Guarda meglio. Tra le dita gioca con un piccolo accendino color nero, vivo nero, reso tiepido dalla matita. Con un pennarello sulla plastica c’è scritta una data che lei conosce bene e intanto fuori si fa buio alla fine del tramonto: gira la rotella, apre il gas, scintilla, poi sboccia una fiammella che le illumina il viso. È il gesto per accendersi una sigaretta, ma lei non vuol farlo: prova solo se funziona ancora, sa che su quell’accendino c’è scritta una data.

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Ancora un po’

Mercoledì, Ottobre 31st, 2007

Vino in cannuccia«Bevi ancora un po’, su, ne vuoi il bisogno.»

Ho passato gran parte del giorno a dipingere bicchieri vuoti per metà e bottiglie colme con la stessa proporzione di liquido; nessuno nel gesto di versare liquore o bere: solo recipienti.

Mi sono alzato tardi; il tempo di telefilm, biscotti, latte e sono davanti al monitor, luminoso, sulla sedia, gambe incrociate, in mano la tavoletta grafica, nell’altra la penna. Da fare: disegnare qualcosa d’adatto al mio compleanno per postarlo su Flickr. Non ci sono riuscito.

Una bottiglia, un bicchiere, una cannuccia, il primo schizzo. Nessun significato, ma un omaggio a Piero Ciampi, al suo vivere e a Livorno, sottofondo delle sue canzoni. Un mio regalo (?) nel giorno del mio compleanno.

È stato l’SMS del primo pomeriggio, il «buon compleanno» inaspettato e bellissimo, a scuotermi poi: di nuovo in disegno. Due immagini di amori e ricordi, il risultato; ancora recipienti in vetro e solitudine. È così il giorno del mio compleanno? Vuoto e/o ubriaco?

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Protetto: Messaggio per streghe

Lunedì, Ottobre 15th, 2007

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MusicSpace

Domenica, Settembre 23rd, 2007

Storpio il titolo della web community che conta milioni di account attivi a livello internazionale, in continua crescita, per raccontare in sintesi la mia prima giornata da spacer (neologismo improvvisato, perdonate l’originalità). Come detto in un precedente post, ho fatto pulizia nel mio account creando una base di contenuti per contribuire anch’io al successo del network: ora ho un blog collaterale su MySpace e inizio a tenere il conto delle “amicizie” stipulate con altri utenti, le mie immagini più significative pubblicate su Flickr le ho inserite anche qui. Davvero un buon posto, lo Space, per creare una propria identità sul web in maniera semplice.

Per non andare off topic rispetto il subject del post e per non irritare il lettore che si aspetta una sintesi spiego in breve quanto la musica, oggi, l’ho raggiuta attraverso la community.

Prima sono andato sullo spazio di Tying Tiffany e ho ascoltato in anteprima il suo album che uscirà in ottobre, Brain for Breakfast: genere electroclash, musica davvero psicanalizzante e quasi un salto, anzi ritmici ripetuti salti verso il futuro o verso un’identità bit. Suicide girl magrissima, bianchissima e terribilmente affascinante: la sua musica, la sua voce seguono di corsa con lei.

Poi ho scoperto il video di Falso bolero, Giorgio Canali & Rossofuoco, e allora è stato un entrare con tutti i sensi nella musica, vista compresa, con quel videoclip più vivo della realtà, caldo e rabbioso, come se i sentimenti fossero dati dai colori. Complimenti a Davide Toffolo che l’ha realizzato e complimenti a Giorgio Canali e soci per il resto. Il seguito sul mio blog su MySpace.

Ecco, in MySpace oggi sono entrato nella musica.

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Trenta (e la fotografia)

Martedì, Settembre 11th, 2007

Non voglio parlare dell’esame di oggi, alcuni pensano formalità. Più vado avanti più sale la consapevolezza che prima possibile devo uscire da questo mondo: è un bisogno; forse altrimenti soffoco. Nessun motivo in particolare. “Tirocinio”, così c’è scritto sul libretto. Nessun piacere, nessun dispiacere; è stato un processo meccanico automatico: un gesto, tutto qui.

Guardo nello specchietto retrovisore la giornata e vedo solo tante piccole istantanee: oggi ho avuto una gran voglia di fotografare. Trovavo oggetti e soggetti in ogni mio sguardo. Ho incontrato così tante persone conosciute… Anche loro avrei voluto fotografare, forse solo un paio, nei dettagli.

Istantanea numero uno: ripeto, non ho avuto modo di scattare la foto per la mancanza degli strumenti. Bene?! [CUT] Una tipa. Avrei voluto scattarle una foto, non a lei, ma alla sua bocca, alle sue labbra, così naturali e perfette nella forma e nel colore; la sostanza, non so. Non un sorriso o smorfia in un ritratto, ma lei, lei dentro al particolare della sua bocca.

Poi ho dato l’esame e stavo aspettando il mio passaggio per casa quando una donna nera, vestiti larghi, pieni, robusta grassa, volto gonfio, lenzuolo scuro ricurvo sulla sua testa… Una donna nera con un largo vestito verde acceso s’è messa lì in piedi ad aspettare l’autobus. Il contrasto del colore del vestito con quello del suo corpo era spettacolare: una seconda foto mancata.

Non penso di avere apprezzato la giornata per l’esame, ma piuttosto sono andato oltre e credo sia molto meglio di un buon voto.

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V’s short movie

Martedì, Agosto 28th, 2007

Working on frame 329 (5)Nel post precedente ho parlato della mia idea di ampliare la capacità comunicativa dell’ermetico cortometraggio di Antonio Messino dal titolo …Valentina riproponendo in modo differente il film sempre rispettando gli accorgimenti stilistici del regista.

Come attore sono stato veramente coinvolto nell’opera e, sebbene gran parte del mondo vedendo il lavoro non provi niente, qualcuno ride, poi cambia umore e si chiede «perché ha gettato via la sigaretta?», io con quelle immagini ripercorro, per la durata (breve) del film, il tragitto immaginario che faccio avanti e indietro ogni giorno per non parlare della notte se sogno.

Con questo messaggio sul blog ufficializzo l’inizio dei miei lavori per il cortometraggio. Ho inserito sul mio spazio Flickr un set con alcuni fotogrammi o prove colori, pennelli, frame originali, foto e quant’altro stimoli il senso della vista e mi passa per la mente.

Grazie a: Antonio, Martina e …Valentina.

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